Social media, i 5 trend da tenere d’occhio nel 2019

Quando si tratta di presenza sui social media, le imprese devono sempre rimanere al passo con le novità e le ultime tendenze e, se necessario, correggere il tiro per evitare possibili scivoloni. I profili aziendali sui social media sono un formidabile strumento di marketing ma gestirli non è un gioco! Per ottenere – e mantenere – un buon engagement, incrementare la brand awareness e il coinvolgimento con clienti e follower è importante tenere sempre a mente la velocità con la quale il mondo dei social media introduce nuove possibilità di comunicazione e interazione. Ricorda però che seguire le tendenze non significa automaticamente avere successo sui social media: ogni innovazione, infatti, deve adattarsi alle esigenze e alle strategie della comunicazione aziendale e, prima di imbarcarsi in nuove avventure social, è importante valutare attentamente se l’introduzione di nuovi strumenti si adatta bene al tuo marchio e alle caratteristiche della tua attività.

Ecco 5 tendenze che caratterizzeranno il 2019 sui social media.

 

 

  1. Contenuti video sempre più importanti

 

Secondo il Content Marketing Institute, i contenuti video hanno preso il sopravvento sui nostri schermi, dal laptop allo smartphone, con numeri impressionanti. L’80% di quello che consumiamo quando navighiamo sarà presto rappresentato, secondo gli esperti, esclusivamente da contenuti video. Tuttavia, mentre gli utenti si mostrano sempre più avidi di contenuti multimediali, solo il 60% degli specialisti in social media marketing utilizza video nella propria strategia commerciale. I numeri però dicono che il 70% dei consumatori afferma di aver condiviso il video di un marchio; il 79% dei consumatori preferisce, per conoscere le caratteristiche di un prodotto, guardare un video piuttosto che leggere un articolo; l’84% dei consumatori ha comprato qualcosa dopo aver visto un video. Inoltre in un survey diffuso da Wyzowl.com, si legge che il 97% degli addetti al marketing ha evidenziato come i video abbiano aiutato gli utenti a comprendere meglio servizi e prodotti in vendita e il 76% ha attribuito alla diffusione dei video promozionali un ruolo nell’incremento delle vendite. Da non trascurare anche il fatto che gli algoritmi dei social media “spingono” maggiormente i video rispetto ad altri tipi di post. Allora perché non provare?

 

  1. Un brand più umano

Umanizzare la comunicazione è il nuovo mantra. Vale soprattutto per le piccole imprese: associare un volto e una personalità a un marchio commerciale aiuta a costruire relazioni migliori con utenti e potenziali clienti. Un marchio che sa integrare bene nelle sue strategie di marketing l’elemento umano riesce a trasmettere maggiore fiducia, un aspetto essenziale per sviluppare reputazione e riconoscibilità. Puntate sul vostro leader e lavorate strategicamente per accrescere il suo “personal branding”. Permettere alle persone di conoscere il carattere e le competenze della persona a capo dell’azienda, con la sua visione e le sue intuizioni, contribuisce a rafforzare la reputazione personale e quella dell’impresa stessa.

 

  1. Parole, parole, parole!

Anche se Google non penalizza automaticamente i post dei blog che non raggiungono una determinata soglia di conteggio delle parole, un articolo di buona qualità di oltre 1.000 parole supererà più facilmente nella copertura un articolo di 500 parole. Insomma i contenuti più lunghi possono fornire qualche vantaggio in termini di ottimizzazione SEO. Articoli di un minimo di 1.000 parole quindi sono il punto di partenza per chi si occupa di scrivere i post del blog aziendale.

 

  1. Quando lo shopping è social

Vi sarà capitato più di una volta di vedere su Instagram foto e stories dalle quali è possibile, grazie a un tag, accedere direttamente alla pagina web dello shop online per acquistare i prodotti pubblicizzati. I social media sono già la strada dell’immediato futuro per l’e-commerce. Nel 2017, i primi 500 retailer mondiali hanno guadagnato oltre 6 miliardi di dollari grazie al social shopping, facendo registrare un +24% rispetto al 2016. Instagram sta puntando molto su quest’area e oggi è possibile inserire nelle foto fino a 5 tag – e uno all’interno delle stories – per i prodotti in vendita. Anche Snapchat punta sul social shopping, attraverso un progetto, lanciato a settembre 2018, basato su uno strumento di ricerca visiva dei prodotti, in partnership con Amazon.

 

  1. Largo ai micro-influencer

Oggi la rete è popolata da tantissime stelle che dettano legge su YouTube, Instagram, Twitter. Il loro nome è conosciuto oltre i confini dei social media, hanno milioni di follower, una sfilza di contratti con brand che li ingaggiano per incrementare le vendite dei loro prodotti e ogni loro post, foto, video o tweet ha un’audience che probabilmente ormai ben pochi media sono in grado di garantire. Il potere degli influencer superstar è ancora molto forte e infatti i loro cachet sono saliti alle stelle. Questo ha portato molte aziende a guardarsi intorno e a cercare delle alternative. Ecco com’è nata la tendenza dei “micro-influencer”. Hanno caratteristiche diverse dalle superstar, a cominciare dal numero dei follower, generalmente inferiore ai 10mila ma, a differenza dei grandi nomi, esistono in ogni nicchia di mercato, sono considerati veri esperti del loro settore, sono affidabili e pragmatici, e la maggior parte dei loro follower è sinceramente interessata a ciò che hanno da dire. Per una buona strategia di marketing, nel 2019 sono sicuramente un piccolo “esercito” da tenere d’occhio!

Tempo di lettura: 4 minuti

Author: Redazione

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