Social: scopri come costruire un buon dialogo con i tuoi clienti!

Il portale themanifest.com ha recentemente diffuso una ricerca, effettuata su un gruppo di utenti dei social media negli Stati Uniti, per indagare in che modo i potenziali clienti interagiscono con i marchi e come, a seguito di questo processo, viene influenzata la scelta di acquistare o meno un prodotto. 

Anche se i dati fanno riferimento a un mercato complesso e gigantesco come quello a stelle e strisce, i dati emersi possono comunque rappresentare uno spunto utile per riflettere su come le aziende interagiscono sui canali social, nell’ottica di creare sempre più fiducia nel brand e trasformare i follower in clienti fidelizzati. 

Il sondaggio è particolarmente interessante anche perché, su 537 utenti intervistati, il 64% è di sesso femminile e il 36% di sesso maschile. Inoltre, il 42% degli intervistati rientra nella categoria dei “millennial” (età 18-34 anni); il 36% in quella della X Generation (35-54 anni); il 22% è rappresentato invece da baby boomer e anziani (dai 55 anni in su).

Ecco alcuni punti salienti della ricerca. 

1. I social come canale diretto di comunicazione con le aziende
Secondo quanto elaborato da The Manifest, le tradizionali barriere comunicative tra persone e marchi non esistono più grazie ai canali di interlocuzione diretta offerti dai social media, in pratica una via diretta per accedere al contatto con le aziende, gratis, in tempo reale e in maniera semplice e immediata. Per questo motivo, il 74% degli intervistati segue i suoi marchi preferiti sui social e di questi il 96% ha interagito almeno una volta con le aziende seguite. Cosa significa questo per le aziende? Prima di tutto, essere in grado di stare sempre al passo dei feedback, delle domande e dei dubbi che gli utenti esprimono attraverso i canali diretti sui social. Si tratta di un elemento che sembra scontato ma non lo è: rappresenta il fondamento di ogni buona strategia sui social media. 

 

2. Un rapporto di fiducia più stabile
Le interazioni tra consumatori e aziende sui social media possono diventare uno strumento efficace per rendere ancora più stabile e profondo il rapporto di fiducia con il proprio pubblico. Il 67% delle persone intervistate, infatti, ha dichiarato di aver effettuato un acquisto dopo aver visto un annuncio sui social media. Tralasciando, solo per un momento, l’aspetto delle vendite e il marketing in senso stretto, i social per le imprese rappresentano anche la possibilità di offrire un’immagine delle proprie attività molto più ampia, in particolare possono accendere un faro su progetti di sostenibilità ambientale, responsabilità sociale d’impresa, cultura del lavoro, eventi formativi, contribuendo a un effetto di umanizzazione del marchio.   

 

3. Tieni d’occhio le preferenze del pubblico
Il genere gioca un ruolo da non trascurare nelle abitudini degli utenti sui social media e, di conseguenza, incide anche sul modo in cui vengono prese le decisioni di acquisto a seguito di processi di interazione sui social. Mentre Facebook, Instagram e Pinterest hanno maggiori probabilità di influenzare le decisioni di acquisto delle donne, YouTube e Twitter incidono maggiormente sulle decisioni dei maschi. 

 

4. Attenzione alle fasce d’età
Proprio come gli uomini e le donne non hanno le stesse preferenze e abitudini sui social media, così anche generazioni diverse utilizzano le piattaforme in modi diversi. I millennial (18-34 anni) trascorrono quotidianamente più tempo sui social media, rispetto alla Generazione X (35-54 anni) e ai baby boomer (dai 55 anni in su). Per questo motivo, non è una sorpresa scoprire che i millennial hanno maggiori probabilità di effettuare un acquisto dopo aver visto una promozione sui social (77%), rispetto alla X Generation (69%) e ai baby boomer (48%). 

 

5. Un dialogo a due voci
Le persone si rivolgono ai social media come a uno strumento di comunicazione bidirezionale: quando contattano un’azienda si aspettano sempre una risposta e apprezzano i marchi che sanno costruire un’interazione efficace, creando fiducia nei confronti del brand. 

 

Author: Redazione

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